Maximiliano Ulivieri. Diversity manager, formatore e attivista. Nato a Campiglia Marittima nel 1970, vivo a Bologna dal 2010. Convivo con la malattia di Charcot-Marie-Tooth di tipo 1A, che comporta disabilità motoria e uso della carrozzina.
Dal 2023 sono diversity manager del Comune di Bologna, con incarico diretto del Sindaco per lo sportello antidiscriminazioni e per i progetti di vita indipendente.
Nel 2009 ho fondato DiversamenteAgibile.it, portale sul turismo accessibile. Nel 2013 ho fondato LoveGiver, progetto sull'assistenza sessuale alle persone con disabilità, e sono tra i promotori della figura dell'Operatore all'emotività, affettività e sessualità, oggi attiva in Emilia-Romagna con il patrocinio della Regione. Ho scritto LoveAbility. L'assistenza sessuale per le persone con disabilità, pubblicato da Erickson.
Lavoro da oltre vent'anni tra istituzioni, scuole, università, aziende e media, con più di trecento tra eventi, formazioni e interventi.
Perché questo archivio
Perché il materiale che serviva non esisteva in italiano, e quello che esisteva presupponeva sempre un corpo standard.
Mi occupo di sessualità e disabilità da molti anni. In quel lavoro incontro con regolarità due cose. La prima è che le persone con disabilità hanno una vita sessuale che nessuno prevede, e una parte di loro ha interessi che escono dal copione normativo nella stessa proporzione di chiunque altro. La seconda è che quando quel tema emerge dentro un servizio, chi ci lavora resta senza strumenti: nessuna formazione lo ha preparato, nessuna procedura lo contempla.
C'è poi una cosa che ho scoperto scrivendo, e che non mi aspettavo. Le comunità che praticano sessualità non convenzionale hanno elaborato, per necessità, gli strumenti di negoziazione più precisi che esistano. Non avendo un copione condiviso hanno dovuto costruirsene uno esplicito, e quel metodo serve esattamente a chi ha un corpo che sta fuori dallo standard.
Questo archivio raccoglie quel metodo e lo mette a disposizione, con le sue fonti dichiarate e i suoi vuoti segnalati.
Come è fatto
Ogni scheda distingue tre livelli: evidenza scientifica, consenso della comunità, opinione. Dove la letteratura manca, e su molti punti di questo tema manca, il testo lo dichiara invece di colmarlo. Dove una convinzione diffusa nella scena non regge alla verifica, viene segnalata.
Le pratiche con rischio di morte o danno permanente sono descritte per cosa comportano e perché. Non contengono protocolli operativi, per scelta dichiarata: la tecnica richiede formazione in presenza con chi possa correggere il gesto.
Ogni scheda considera come la pratica cambia su corpi con mobilità ridotta, dolore cronico, sensibilità alterata, fragilità ossea o cutanea. È la parte che nella manualistica esistente non c'è.
Una dichiarazione dovuta
Svolgo attività di formazione a pagamento sugli stessi temi di cui parla questo sito. È un conflitto di interesse potenziale e preferisco dichiararlo qui, in chiaro, invece di lasciarlo scoprire.
L'archivio resta accessibile per intero e gratuito. Quello che si paga è il tempo, la responsabilità e il lavoro su misura, cioè la formazione dal vivo e la consulenza.