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Disabilità e accessibilità

Devotee e abilismo

Esiste un'attrazione sessuale rivolta specificamente alla disabilità. Chi la prova viene chiamato devotee, e il fenomeno divide la comunità delle persone con disabilità da decenni. La domanda ricorrente riguarda se si tratti di feticizzazione o di desiderio legittimo, e la risposta più onesta è che dipende da cosa quella persona guarda: una condizione, oppure qualcuno.

Le parole

Devotee. Persona sessualmente attratta dalle persone con disabilità. Il termine nasce dentro la comunità stessa e ha uso descrittivo.

Acrotomofilia. Attrazione specifica per l'amputazione, dal greco akron, estremità, tomein, tagliare, e philein, amare.

Apotemnofilia e BIID. Desiderio della propria menomazione, oggi discusso sotto l'etichetta di body integrity dysphoria. È un fenomeno distinto dal devoteeism e va tenuto separato, benché la letteratura li abbia a lungo trattati insieme.

Pretender. Persona che simula una disabilità che non ha.

Abilismo. Il sistema di svalutazione e di assunzioni sui corpi disabili. Compare in questa scheda perché sta sia nel disprezzo sia in alcune forme di desiderio.


Cosa dice la ricerca

Gli studi disponibili sono pochi, condotti su campioni raccolti in rete e autoselezionati.

Una rilevazione ha distinto almeno due sottogruppi. Il primo comprende persone attratte dalla disabilità in quanto tale, che la trattano come oggetto erotico e che in assenza di disabilità riferiscono difficoltà di eccitazione, con livelli di disagio più alti rispetto alla propria preferenza. Il secondo comprende persone attratte da caratteristiche attribuite alle persone con disabilità, come adattabilità, forza d'animo, capacità di superare ostacoli, con livelli di disagio bassi.

La distinzione è utile e va maneggiata con prudenza: campioni piccoli, autodescrizioni, categorie costruite dai ricercatori.


Il dibattito

La posizione critica. Il devoteeism riduce la persona a una caratteristica, riproduce lo sguardo che le persone con disabilità subiscono per tutta la vita, e la mette in una posizione di merce. Il fatto che l'attenzione sia desiderante invece che pietosa cambia poco: in entrambi i casi la persona sparisce dietro la condizione.

La posizione opposta. Le persone con disabilità vengono desiderate raramente, e un desiderio esplicito rivolto al corpo che il mondo giudica indesiderabile può essere accolto come sollievo. Chi lo prova nota inoltre che qualsiasi attrazione seleziona caratteristiche fisiche, e isolare quella per la disabilità come illegittima richiede una giustificazione che raramente viene data.

La posizione più diffusa tra chi ne ha esperienza diretta. Il criterio sta nel comportamento. Un desiderio che include la disabilità dentro l'interesse per una persona funziona come qualsiasi altro. Un desiderio che tratta la disabilità come oggetto e la persona come suo supporto produce esperienze che chi le riceve descrive con precisione: essere intercambiabili, essere osservati invece che guardati, sentirsi materiale.


Come si distingue nella pratica

Nessuno di questi segnali dimostra qualcosa da solo. Contano la combinazione e la persistenza.

Il contatto comincia dalla condizione. Il primo messaggio riguarda la diagnosi, l'ausilio, il livello di autonomia.

Le domande sono cliniche. Interesse dettagliato per la menomazione, la sua origine, la sua evoluzione, prima ancora di sapere cosa fa quella persona nella vita.

Richiesta precoce di immagini che documentino la condizione.

Interesse per l'ausilio più che per chi lo usa.

Sostituibilità. La sensazione che qualsiasi persona con la stessa condizione andrebbe bene.

Fastidio per l'autonomia. Reazione negativa quando la persona fa qualcosa da sola, oppure incoraggiamento a usare più ausili di quanti ne servano.

Occultamento. Chi tiene nascosta la propria attrazione per anni e la rivela dentro una relazione già avviata mette l'altra persona davanti a una riscrittura retroattiva di tutto ciò che è successo.

Segnale in direzione opposta. Chi dichiara la propria attrazione presto, la nomina, accetta di parlarne e regge la conversazione su cosa comporta sta facendo esattamente ciò che rende la cosa negoziabile.


Il nodo del consenso

La questione centrale, e quella che rende il tema pertinente a un progetto sul BDSM.

La feticizzazione taciuta è un problema di consenso. Chi non sa di essere desiderato per la propria condizione sta acconsentendo a una relazione diversa da quella che sta avvenendo. La dichiarazione trasforma la stessa attrazione in materiale negoziabile.

Il kink offre un vocabolario adatto. Il feticismo è una categoria conosciuta e discussa, e la scena ha strumenti per trattarla: dichiararla, definirne il perimetro, stabilire cosa la persona accetta di essere dentro la scena e cosa resta fuori.

Una distinzione utile, mutuata dal feticismo in generale: la condizione come parte di ciò che eccita funziona diversamente dalla condizione come requisito senza il quale la persona sparisce. La prima si negozia, la seconda va detta perché l'altra persona possa scegliere. Vedi Kink, fetish, orientamento.


Abilismo dentro la scena

Il rovescio del tema, e la parte che le community affrontano meno volentieri.

Selezione all'ingresso basata sull'aspetto e sulla conformità del corpo.

Assegnazione automatica del ruolo. L'assunzione che a un corpo assistito spetti la posizione di chi riceve.

Desessualizzazione. La persona con disabilità accolta come presenza simpatica e mai considerata come partner possibile.

Ammirazione. Le formule sulla forza d'animo e sul coraggio spostano la persona dal piano del desiderio a quello dell'esempio morale, che è un modo elegante di non desiderarla.

Imbarazzo davanti agli ausili, gestito con il silenzio.

Accessibilità come favore. Vedi Spazi accessibili.


Cosa può fare chi riceve questa attenzione

Chiedere presto. La domanda diretta su cosa attrae l'altro è legittima e informativa.

Osservare cosa succede quando si parla d'altro. Se l'interesse cala quando l'argomento smette di essere la disabilità, l'informazione è completa.

Distinguere il proprio disagio dal giudizio altrui. Alcune persone con disabilità trovano il desiderio rivolto alla propria condizione gradito, altre insopportabile, e nessuna delle due reazioni richiede giustificazioni.

Trattarlo come un kink dell'altro, con la stessa logica applicata a qualsiasi altro feticismo che riguardi il proprio corpo.


Errori ricorrenti

Trattare tutti i devotee come predatori.

Trattare la questione come priva di problemi, ignorando le esperienze di chi si è sentito materiale.

Confondere devoteeism, pretending e desiderio della propria menomazione.

Nascondere l'attrazione e rivelarla a relazione avviata.

Rispondere all'abilismo con l'ammirazione.

Chiedere alle persone con disabilità di decidere una volta per tutte se il fenomeno sia accettabile. La comunità non ha una posizione unica e non è tenuta ad averla.


Collegamenti


Fonti

La letteratura è scarsa, basata su campioni online autoselezionati e concentrata quasi tutta sull'amputazione. Il dibattito etico si svolge in larga parte dentro la comunità delle persone con disabilità, in forma di testimonianze e discussione pubblica, e questa scheda ne riporta le posizioni ricorrenti senza sceglierne una.