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Psicologia e corpo

Dolore e soglie

Il dolore che si cerca in una scena e il dolore che segnala un danno sono due informazioni diverse, e la differenza va saputa riconoscere. La soglia si alza durante la scena, la resistenza dei tessuti resta la stessa: è lo scarto che produce quasi tutti gli infortuni. Chi conduce tiene la contabilità, perché chi riceve, in quel momento, non è in condizione di tenerla.

Nocicezione e dolore

Nocicezione è la trasmissione del segnale da parte dei recettori che rilevano stimoli potenzialmente lesivi. Dolore è l'esperienza che il cervello costruisce a partire da quel segnale, insieme al contesto, all'aspettativa, all'attenzione e alla storia della persona.

I due piani si separano di continuo. Uno stesso stimolo produce dolore intollerabile in una situazione e sensazione desiderabile in un'altra. È il fondamento su cui poggia l'intero impact play.

Le fibre coinvolte. Le fibre A-delta trasmettono in fretta e producono il dolore acuto, netto, localizzato. Le fibre C trasmettono lentamente e producono il dolore sordo, diffuso, che arriva dopo e dura. Il primo somiglia allo sting, il secondo al thud. Vedi Impact play.


Come il dolore viene modulato

Il cancello spinale. La teoria del gate control, proposta da Melzack e Wall nel 1965, descrive un meccanismo per cui l'ingresso di stimoli non nocivi a livello midollare riduce la trasmissione del segnale doloroso. È la ragione per cui strofinare una zona colpita attenua il dolore, e la ragione per cui la sensazione concorrente funziona in scena.

La modulazione discendente. Circuiti che partono dal tronco encefalico producono analgesia attraverso oppioidi endogeni e vie monoaminergiche. Questo sistema è sensibile al contesto: l'analgesia può diventare condizionata all'ambiente in cui lo stimolo viene ripetuto.

L'attenzione. Distrazione e focalizzazione modificano sia il dolore riferito sia la risposta nelle vie ascendenti. È controllo dall'alto verso il basso, e in una scena lavora a pieno regime.

L'aspettativa. Nel dolore cronico la sola previsione dello stimolo alza il livello percepito. Vedi Adattare le pratiche.


Soglia e tolleranza

Distinzione decisiva e quasi sempre confusa.

Soglia è il punto in cui uno stimolo comincia a essere percepito come doloroso.

Tolleranza è quanto dolore una persona accetta di sostenere.

Il tessuto ha una terza soglia, che riguarda il punto in cui si danneggia, e non si sposta.

Durante una scena la soglia si alza e la tolleranza si alza molto. Il tessuto resta dov'era. Lo scarto tra queste curve è dove avvengono gli infortuni, e cresce con la durata, con l'eccitazione e con la profondità dello stato alterato.


Il warm up

La progressione lenta è il modo in cui i meccanismi descritti sopra entrano in funzione.

Un corpo scaldato tollera molto più di uno a freddo, con vasodilatazione avviata, modulazione discendente attiva e attenzione già assorbita. Il colpo forte iniziale produce il massimo danno e il minimo di sensazione utile, perché arriva prima che tutto questo sia in funzione.


Dolore buono e dolore cattivo

Le due categorie circolano nella scena in forma vaga. Conviene renderle operative.

Il dolore che appartiene alla pratica è diffuso o localizzato, sordo o pungente, cresce e cala, resta legato al punto in cui viene applicato, e chi lo riceve può descriverlo.

Il dolore che segnala un problema ha caratteristiche riconoscibili: sensazione elettrica o di scossa, formicolio, intorpidimento, perdita di forza, dolore che si irradia lungo un arto, dolore articolare profondo, dolore che continua dopo che lo stimolo è cessato.

La distinzione non è di intensità. Un formicolio leggero durante una legatura è più grave di un colpo molto forte su una zona sicura. Vedi Sicurezza anatomica.


Adattamento ed escalation

Il corpo si abitua. Ciò che funzionava sei mesi fa produce meno effetto, e la spinta a salire è strutturale in questa pratica.

Le contromisure. Alternare tipi di sensazione invece di aumentare l'intensità, introdurre pause, ridurre la frequenza per un periodo, spostare il registro dalla sensazione al potere.

Il segnale da guardare. L'escalation che procede senza fermarsi merita attenzione, e la domanda utile riguarda cosa la persona sta cercando che non arriva più. Vedi Motivazioni.


Dolore acuto e dolore cronico

Due fenomeni con meccanismi diversi.

Il dolore acuto segnala un evento e si esaurisce con esso. Il dolore cronico persiste oltre la causa e coinvolge la sensibilizzazione centrale, per cui il sistema nervoso amplifica il segnale in modo stabile.

Chi convive con dolore cronico non parte da zero. La scena aggiunge dolore a un livello di base già presente, e il conto arriva spesso il giorno dopo, con un aumento del dolore di fondo che nessuno collega alla sessione.


Nota su accessibilità e disabilità

Sensibilità alterata. Nelle neuropatie periferiche e nelle lesioni midollari alcune zone sentono poco o nulla, e lì il sistema di allarme non funziona. Il controllo passa agli occhi e all'orologio, con intervalli stabiliti prima, perché nessun segnale arriverà.

Sensibilità aumentata. Allodinia e iperalgesia rendono doloroso uno stimolo che normalmente non lo sarebbe. Una carezza può essere insopportabile, e questo non ha nulla a che vedere con la tolleranza della persona.

Dolore neuropatico di base. Bruciore, scosse, dolore spontaneo. In questi quadri la categoria del dolore elettrico come segnale d'allarme diventa ambigua, perché quella sensazione è già presente. La mappa va costruita insieme, distinguendo la sensazione abituale da quella nuova.

Fatica come amplificatore. In molte condizioni la fatica abbassa la soglia. La stessa scena il lunedì e il venerdì produce esperienze diverse.

Dolore cronico e ipertono. Dove esiste una difesa muscolare, l'aspettativa del dolore produce contrazione e la contrazione produce dolore. L'avvicinamento graduale funziona a condizione che il ritmo resti a chi prova il dolore. Vedi Adattare le pratiche.

Il conto differito. Chi ha condizioni croniche paga spesso il giorno dopo, con dolore, fatica o spasticità aumentate. Il controllo differito va previsto, e la scelta del giorno diventa parte della progettazione.

La soglia dichiarata. Chi convive con dolore quotidiano ha imparato a sopportare e a minimizzare, spesso per necessità sociale. In scena questo si traduce in soglie riferite più alte di quelle reali, e chi conduce deve saperlo.


Errori ricorrenti

Confondere soglia e resistenza del tessuto.

Saltare il warm up.

Fidarsi del "ancora" in stato alterato.

Trattare il formicolio come fastidio.

Aumentare l'intensità per ottenere lo stesso effetto, senza mai cambiare registro.

Presumere che chi sopporta molto stia bene.

Non chiedere il giorno dopo.


Collegamenti


Fonti